Archivi tag: dirittoimpresa

Gli indici per la verifica della crisi d’impresa, la proposta del Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti

Il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza di cui al D.lgs. n. 14 del 12 gennaio 2019 (di seguito il Codice) impone un adeguato assetto organizzativo che permetta un monitoraggio continuo che prevenga fattispecie di crisi aziendale. I soggetti che devono esercitare tale monitoraggio sono:

  • Gli amministratori, che hanno l’obbligo di cogliere l’esistenza della crisi che, una volta accertata, dovrà essere affrontata in modo tempestivo.
  • Il collegio sindacale ed il revisore legale, che hanno l’obbligo di segnalazione al nuovo organismo di composizione della crisi (OCRI) quando si ravvisano fondati indizi di crisi.
  • I creditori pubblici qualificati (Agenzia delle Entrate, INPS e agenti di riscossione), che hanno un analogo obbligo di segnalazione se il debito dell’impresa ha superato una soglia definita d’importo rilevante.

Per tali ragioni il 27 ottobre scorso il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (CNDCEC) ha pubblicato un complesso ma esaustivo elaborato contenente degli indici per la verifica dell’esistenza della crisi di impresa, in osservanza a quanto previsto dall’articolo 13, comma 2, del D.lgs. 14/2019.

Il documento è una proposta operativa di cui se ne attende l’approvazione da parte del MISE, ma pare che non incontrerà particolari resistenze, avendo un taglio pratico ed operativo atto a misurare la sostenibilità del debito nell’orizzonte temporale di 6 mesi e la continuità aziendale fino al termine dell’esercizio, (o almeno per sei mesi se la durata residua è inferiore).

Il documento presentato dal CNDCEC fornisce un approccio metodologico che si articola nelle seguenti fasi:

  1. Fase 1: verifica dello squilibrio patrimoniale attraverso la misurazione del patrimonio netto con frequenza trimestrale e sulla base di un bilancio intermedio. Se il patrimonio netto è negativo ne deriva automaticamente l’esistenza di fondati indizi di crisi e quindi la ricorrenza dell’obbligo di segnalazione. Se il patrimonio netto è positivo si passa alla fase 2;
  2. Fase 2: calcolo del rapporto tra flussi attesi e impegni finanziari (acronimo DSCR – Debt Service Coverage Ratio) sulla base di un budget di tesoreria con orizzonte almeno semestrale. In merito al calcolo di questo indice il documento del CNDCEC presenta due approcci diversi nella metodologia di costruzione ma identici nel risultato: il DCSCR deve essere maggiore di 1 quando i flussi attesi a numeratore sono sufficienti a coprire gli impegni assunti a denominatore, per cui in questa situazione non ricorre obbligo di segnalazione; al contrario, se il DSCR è inferiore all’unità, il sindaco e il revisore dovranno procedere alla segnalazione all’OCRI;
  3. Fase 3: in caso di inaffidabilità del budget di tesoreria (e conseguentemente del DSCR) devono essere esaminati gli indici sottostanti:  
    • Oneri finanziari / Ricavi
    • Patrimonio Netto / Debiti Totali
    • Attività a breve / Passività a breve
    • Cash flow / Attivo Patrimoniale
    • Debiti tributari e previdenziali / Attivo Patrimoniale

Solamente in caso di superamento delle soglie per tutti i cinque indici sopra indicati (e non solo uno), si dovrà procedere alla segnalazione all’OCRI.